Piccola guida insolita agli stadi di Euro2021 #4

Distreaza-te! [Bucarest – Stadionul National]

di Silvano Calzini

L’Arena Nazionale di Bucarest, per gli amici di lingua romena in ascolto anche Stadionul National, è stata inaugurata il 6 settembre del 2011 sulle ceneri del vecchio “Stadio 23 agosto”, costruito nel 1953 e da allora impianto principale e ufficiale della Romania comunista. Se fossero stato ancora vivi e al potere Nicolae Ceausescu e signora chi avesse avuto anche solo l’idea di abbattere il vecchio stadio avrebbe passato i suoi guai, ma ormai i tempi erano cambiati anche in Romania.

L’impianto ha una capienza di 55.634 posti, dispone di un tetto retraibile che può essere aperto o chiuso in quindici minuti ed è inserito nel complesso sportivo intitolato a una donna, Lia Manoliu. Quest’ultimo particolare merita di essere sottolineato, non tanto per fare piacere alle sacerdotesse del politically correct, quanto per ricordare una grandissima atleta. Lia Manoliu infatti è stata una discobola che può vantare diversi record. Ha infatti partecipato a ben sei edizioni delle Olimpiadi a partire da Helsinki 1952, nelle quali ha ottenuto due bronzi, a Roma e a Tokyo, e un oro a Città del Messico risultando così a 36 anni e sei mesi l’atleta più matura a vincere un titolo olimpico nell’atletica leggera. Tanto per gradire, concluse la sua formidabile carriera nel 1972 a Monaco a quarant’anni suonati classificandosi nona.
Per tornare all’Arena Nazionale, va detto che, oltre a ospitare le partite della nazionale romena, è anche lo stadio della Dinamo Bucarest e del FSCB. Questa sigla ostrogota non è altro che il nuovo nome ufficiale della gloriosa Steaua Bucarest, fondata nel 1946 e con un palmares che comprende 26 campionati, 23 coppe nazionali e anche una Champions League vinta nel 1986 ai rigori contro il Barcellona (do you remember Duckadam?). Squadra tradizionalmente legata all’esercito, nello sconquasso del dopo comunismo venne privatizzata e finì nelle mani del miliardario Becali. Nel 2014 il Ministero della difesa rumeno contestò la privatizzazione e dopo una serie di cause costrinse la società a rinunciare allo stemma storico e al nome di Steaua per assumere il nome ufficiale di Fotbal Club FCSB, continuando però a utilizzare informalmente il nome di Steaua Bucarest (avallata in tal senso da UEFA e federcalcio rumena). Mah! Un capolavoro di “arzicogologia” legale del genere non riuscirebbe a inventarlo neanche un tribunale italiano.
In questi Europei all’Arena Nazionale di Bucarest si giocheranno tre gare del girone C (Austria-Macedonia del Nord il 13 giugno, Ucraina-Macedonia del Nord il 17 giugno e Ucraina-Austria il 21 giugno) e un ottavo, in programma il 28 giugno. Causa Covid, sarà consentito l’accesso solo a 12.000 spettatori. Distreaza-te!*

*In rumeno “Buon divertimento!”.

Duckadam, il Superman romeno

di Emiliano “el buitre” Fabbri

7 maggio 1986. Interno notte.

Emiliano: «Sara…»

Sara: «Mmm…»

Emiliano: «Sara, svegliati!»

Sara: «Cosa vuoi…»

Emiliano: «La Steaua Bucarest ha vinto la Coppa dei Campioni.»

Sara: «E mi svegli per questo?»

Emiliano: «Sì, no, non solo…»

Sara: «Lo sai che non me ne frega niente del tuo dannato pallone!»

Emiliano: «Si vabbè, però stanotte è successo una cosa incredibile…»

Sara: «Tanto incredibile da tirami giù dal letto?»

Emiliano: «Beh… per la prima volta una squadra comunista ha vinto la Coppa dei Campioni, ha battuto ai rigori il Barcellona, e in Spagna poi, a Siviglia, se non è storia questa: ma non finisce qui…»

Sara: «E cosa ci sarebbe di più importante per svegliarmi? Fammi sentire, sono proprio curiosa.»”

Emiliano: «Helmuth Duckadam, il portiere dei romeni, ha parato quattro rigori di fila, ma ci credi?»

Sara: «Certo che ci credo: ma scusa, gli hanno dato quattro rigori all’altra squadra?»

Emiliano: «No, la partita era finita 0 a 0 fino ai supplementari, poi alla lotteria dei rigori Duckadam li ha parati tutti e quattro quelli tirati dagli spagnoli, incredibile!»

Sara: «Sarà pure incredibile, ma ora quelli devono tornare in Romania, e non so se preferiscono la dittatura di Ceauşescu alla Coppa dei Campioni.»

Emiliano: «Però stanotte i campioni sono loro, e l’eroe è Helmuth Duckadam, il Superman romeno!»

Sara: «Vabbè Superman, ho capito, ora però vieni a letto che domani devi lavorare, e magari quando il tuo Duckadam torna in Romania se dice o fa qualcosa di sbagliato, a quelli non gliene frega un bel niente di coppe e di campioni. Quelli gli spezzano le braccia!»