Duckadam, il Superman romeno

di Emiliano “el buitre” Fabbri

7 maggio 1986. Interno notte.

Emiliano: «Sara…»

Sara: «Mmm…»

Emiliano: «Sara, svegliati!»

Sara: «Cosa vuoi…»

Emiliano: «La Steaua Bucarest ha vinto la Coppa dei Campioni.»

Sara: «E mi svegli per questo?»

Emiliano: «Sì, no, non solo…»

Sara: «Lo sai che non me ne frega niente del tuo dannato pallone!»

Emiliano: «Si vabbè, però stanotte è successo una cosa incredibile…»

Sara: «Tanto incredibile da tirami giù dal letto?»

Emiliano: «Beh… per la prima volta una squadra comunista ha vinto la Coppa dei Campioni, ha battuto ai rigori il Barcellona, e in Spagna poi, a Siviglia, se non è storia questa: ma non finisce qui…»

Sara: «E cosa ci sarebbe di più importante per svegliarmi? Fammi sentire, sono proprio curiosa.»”

Emiliano: «Helmuth Duckadam, il portiere dei romeni, ha parato quattro rigori di fila, ma ci credi?»

Sara: «Certo che ci credo: ma scusa, gli hanno dato quattro rigori all’altra squadra?»

Emiliano: «No, la partita era finita 0 a 0 fino ai supplementari, poi alla lotteria dei rigori Duckadam li ha parati tutti e quattro quelli tirati dagli spagnoli, incredibile!»

Sara: «Sarà pure incredibile, ma ora quelli devono tornare in Romania, e non so se preferiscono la dittatura di Ceauşescu alla Coppa dei Campioni.»

Emiliano: «Però stanotte i campioni sono loro, e l’eroe è Helmuth Duckadam, il Superman romeno!»

Sara: «Vabbè Superman, ho capito, ora però vieni a letto che domani devi lavorare, e magari quando il tuo Duckadam torna in Romania se dice o fa qualcosa di sbagliato, a quelli non gliene frega un bel niente di coppe e di campioni. Quelli gli spezzano le braccia!»