Il Pallonario (16-22 novembre)

16 novembre. Prima partita ufficiale della nazionale USSR, Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. A Mosca, allo Stadio Vorovskogo, la formazione con la scritta CCCP sul petto batte la Turchia 3 a 0 in un incontro amichevole.  Segnano Butusov (2) e Shpakovskiy. La formazione sovietica: Sokolov, Rushchinsiy, Ezhov, Filippov, Selin, Privalov, Grigoryev, Butusov (c), Isakov, Shpakovskiy, Shaposhnikov. (1924)

17 novembre. Con una grande festa – nella quale il numero principale era una partita fra veterani  e vecchie glorie del calcio brasiliano – il Botafogo di Rio de Janeiro ha inaugurato il suo nuovo stadio, nel rione Marechal Hermes, alla periferia della città. Tra le vecchie glorie scese in campo per l’occasione Garrincha, Nilton Santos, Zagalo, Gerson, Amauri, Roberto e altri. Il più applaudito di tutti è stato Garrincha, con la sua tradizionale maglia  numero 7 e che ha fatto sfoggio dei suoi famosi dribbling. È stato anche portato in trionfo. Emozionato, Garrincha ha affermato: «Nonostante aver giocato in altri club e nella nazionale, la maglia numero 7 del Botafogo è stata la maggior allegria della mia vita…» (1978) 

18 novembre. Il film sull’ultima edizione della Coppa del mondo di calcio è stato presentato oggi a Zurigo ai componenti della Fifa e dell’Uefa. La durata di proiezione del film, la cui pellicola misura ottantamila metri, è di centocinque minuti. Nessun nuovo elemento è emerso dalla visione del film sulla questione della validità della terza rete della finale tra Inghilterra e Germania Occidentale. (1966)

19 novembre. Una équipe della Rai-tv diretta da Mario Azzella, ha girato a Leggiuno, ove nacque e dove trascorse gli anni della sua infanzia, e sul campo sportivo di Laveno, squadre ove giocò agli inizi della sua carriera, alcune sequenze che verranno inserite in un filmato interamente dedicato a Gigi Riva. (1969)

20 novembre. Bruno Roghi è stato questa sera vivamente festeggiato dal pubblico scelto e numeroso che gremiva le sale della Stabile Filodrammatica di Bologna in occasione della prima di un atto brioso e piacevolissimo dal titolo Il gioco del terzino. La commedia, recitata con fervore e giusta intonazione dai bravi filodrammatici della Stabile, che meritano un vivo elogio, dalle signorine Bigiavi e Cristiani ai signori marchese Boschi, Montaguti e Romano, ha ottenuto un completo successo. L’azione porta sulla scena le vicende di un arbitro il quale, inseguito da una turba di malintenzionati tifosi che hanno visto perdere la loro squadra, rischia di buscarne altre dopo quelle che già gli sono toccate. Fortunatamente per lui che, infilando precipitosamente un portone e salendo scale sconosciute, può entrare in un appartamento dove sta maturando un peccaminoso idillio tra la moglie del presidente di una società calcistica e un suo ammiratore. (1933) 

21 novembre. È stato il vicecapo dell’Ufficio indagini Marco Squicquero a sentire ieri mattina Cristiano Lucarelli per le dichiarazioni rilasciate a un’emittente locale sulla sua volontà di andare al seguito dei tifosi, in curva, alla gara contro la Lazio. Il calciatore non ha negato, del resto c’era la registrazione della trasmissione. Nell’intervista parla di catene, ma ha spiegato che intendeva le catene che i portuali livornesi portano al collo, non catene da usare contro l’opposta tifoseria. Lucarelli è la quarta volta che si imbatte in dichiarazioni che possono avere diverse interpretazioni, ma questa volta rischia il deferimento. (2006)

22 novembre. Nuovi particolari si sono appresi sulla vicenda del giovane calciatore genovese Antonio Biancardi, di 26 anni, residente a Pegli, mezz’ala del Rapallo, arrestato giovedì scorso dalla Mobile sotto l’accusa di estorsione ai danni di una bella e ricca signora. Aveva conosciuto la donna a Rimini e aveva allacciato con lei una relazione durata mesi. Adesso pretendeva dall’amica un milione in cambio del silenzio, minacciando di rivelare tutto al marito. È stato arrestato mentre stava per ritirare il denaro. Il calciatore si è difeso così: «Avevo bisogno di un milione per sposarmi e glielo ho chiesto in prestito. Poi l’avrei restituito». (1960)

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