Lo schizocentrocampismo

di Manuel Vázquez Montalbán

Gerardo Passani non era stato assunto come allenatore della squadra senza tener conto del ruolo che avrebbe disimpegnato Mortimer nello schema tattico generale. Passani era conosciuto in tutto il mondo per la teoria del doppio centrocampismo che qualche cronista italiano aveva denominato schizocentrocampismo. Tatticamente la teoria nasceva dall’allargamento del centrocampo a sei giocatori che si sdoppiavano in un centrocampismo di Copertura e in uno di Attacco che, nella fase offensiva, apriva spazi e aspettava il pallone da un centravanti di sfondamento, improvvisamente spalleggiato dall’intervento dei tre centrocampisti di spinta, dotati di grande velocità e potenza di tiro anche da fuori area. Questi sei uomini erano la chiave e, sulla lavagna, diventavano una formula di riferimento:

6 = 3A/3C = 6AC

La formula non poteva fallire e alla conclusione finale si otteneva una sorpresa logica, sorpresa logica, insisteva Passani, perché il sei di apertura della formula non era lo stesso sei di chiusura. Insisteva, sei non deve essere fatalmente uguale a sei, può essere uguale a sei AC. Ossia, una volta superata la spartizione schizoide del doppio centrocampismo, i sei centrocampisti erano qualcosa di più di sei centrocampisti, perché acquisivano un doppio ruolo di attacco e di difesa, complementare e intercambiabile.

Durante il primo mese di allenamento, Passani insistette molto sul suo provvidenziale sistema tattico nei corsi teorici rivolti ai giocatori e, quando vi si aggiunse Mortimer, un po’ convalescente all’inizio di stagione da una lesione subita in una partita internazionale della selezione inglese, di fatto non vi furono problemi di adattamento tattico, perché Mortimer, per le caratteristiche del proprio gioco, era il punto finale, il destino ricettivo e modificatore del lavoro dei suoi sei compagni, sia intesi come un sei in senso stretto che come sei AC. Da questa complementarietà derivava una seconda formula che Passani concretava in questo modo:

6= 3A/3C = 6AC + M

Da cui si deduceva che la difesa avversaria all’improvviso si sarebbe trovata davanti una formula matematica imbattibile:

3C + 3A + M= 6ACM

Troppo, per la scarsa capacità di astrazione del calcio spagnolo, ragionava Passani, che pur essendo italoargentino, aveva imparato buona parte delle sue teorie sul calcio nei club inglesi. Di certo, i rimanenti quattro elementi della squadra avevano avuto sin dalla prima partita qualche complesso di inferiorità perché non si vedevano apparire sullo schermo elettronico digitale che Passani controllava con un comando a distanza.
«Mister, noi che numero abbiamo?»
Passani riteneva che i quattro giocatori non complementari, seppur importanti, non facessero parte del punch decisivo e che pertanto non ci fosse bisogno di “matematicatizzazione”, neologismo che veniva assai addolcito dalla pronuncia mezzo porteña e mezzo genovese: “matematicatizzazione” [Si tratta di una parodia libera delle teorie e del fraseggiare dell’allenatore Luis César Menotti, italo-argentino, porteño, di Buenos Aires, n.d.r.]. Ma davanti al senso di frustrazione che aveva suscitato in loro il non far parte della formula, aggiunse altre lettere che cercò di inserire in una formula più ampia e generale. Così ogni giocatore rimasto ebbe una delle quattro ultime lettere dellʼalfabeto: W il portiere, X, Y, Z i tre difensori, sdoppiati anch’essi in uno schizosdoppiamento di avanzamento e di copertura che in un attimo poteva venire rinforzato dal 3C che avevano davanti. Passani riuscì a condensare la strategia globale degli undici giocatori in una formula abbastanza eloquente:

W + XYZ(A)(C) + 6CA + M = 11

È vero che solo Mortimer disponeva di una maiuscola che lo individuasse e che non tutti accettarono quella vantaggiosa possibilità di generosa identificazione ma in fin dei conti Mortimer era la star, la grande attrazione degli spettatori e presto tacquero le proteste se mai erano venute a galla.

[Il pezzo qui sopra riportato è estratto da Il centravanti è stato assassinato verso sera, di Manuel Vázquez Montalbán, pubblicato da Feltrinelli nel 1991. La copertina qui sotto è di un’edizione economica più recente.]

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