Piccola guida insolita agli stadi di Euro2021 #2

L’oro nero, l’Olympic Stadium e TripAdvisor [Baku – Olympic Stadium]

di Gianvittorio Randaccio

Io, fino a ieri, se pensavo a Baku mi veniva in mente il petrolio. La mia fonte principale era Tino Mantarro, che nel bellissimo Nostalgistan (Ediciclo, 2019) scrive: «Nell’aria a Baku si respira petrolio. Petrolio nelle narici, petrolio negli occhi. Una volta, a fine Ottocento, Baku – grazie alla cintura di giacimenti trovati nella penisola di Asheron – era la capitale mondiale dell’oro nero. Bastava bucare da qualche parte e usciva greggio.» E ancora da lì, da Nostalgistan, mi arrivavano le altre poche notizie che avevo su Baku: la modernità, la città nuova, le archistar, i gran premi di formula 1, i centri commerciali, gli hotel e, soprattutto, l’Eurovision Song Contest, che io, erroneamente, collegavo allo stadio Olimpico di Baku, mentre invece si è svolto alla Baku Crystal Hall. Era ovvio, comunque, mi si può dire, bastava informarsi un po’, visto che la costruzione dello stadio è stata ultimata nel 2015, mentre l’edizione dell’Eurovision di Baku era quella del 2012.

Uno stadio giovane, quindi, l’Olympic di Baku, ha solo sei anni, non può avere alle spalle quell’età che ti permette di diventare sede di miti e leggende da tramandarsi nel tempo; per avere sue notizie, oggi, dobbiamo accontentarci di pochi dati, tutti molto tecnici: possiamo sapere, quindi, che è costato 640 milioni di euro, che può contenere 69.870 spettatori, che ospita gli incontri casalinghi della nazionale dell’Azerbajgian e che è composto da cinque strutture cilindriche ispirate alla Torre della Vergine, uno dei monumenti storici di Baku. Cose così, utili, sì, ma non poi tanto interessanti.

Così, per avere delle opinioni che siano più insolite e più utili di quelle delle guide istituzionali noi di Portiere volante ci siamo rivolti a chi l’Olympic Stadium di Baku l’ha vissuto e conosciuto veramente, ovvero i tifosi, a cui ci siamo rivolti indirettamente, tramite le dettagliatissime recensioni di TripAdvisor.
Così, per esempio, possiamo facilmente sapere da Departure811861, un tedesco, che lo stadio è stato costruito sul giacimento abbandonato di Bibi Heybat e che la copertura esterna può essere illuminata in vari colori. Departure si limita a queste informazioni, anche perché nello stadio vero e proprio non ci è entrato, l’ha visto solo da fuori, nel settembre del 2018. Molti pareri ci arrivano da chi è stato alla partita più importante che l’Olympic Stadium ha ospitato finora, ovvero il Chelsea-Arsenal finale di Europa League del 2019, quello vinto dai blues di Sarri per 4-1: Paul K di Warwick racconta che la pista di atletica tiene il pubblico un po’ distante dal campo ma che in compenso, a differenza che in Inghilterra, si può comprare la birra e bersela direttamente al proprio posto, anche se gooner777 dice che le code per prendere da bere erano lunghissime, molto snervanti. Il più critico, apparentemente, sembra Jason Ochoa, che critica i dittatori del Caucaso per questo faraonico progetto, utile solo a far accrescere il proprio ego. Steward e polizia, poi, non sanno neanche cosa siano le buone maniere, e contribuiscono a rendere la visita sconsigliabile. Qualcuno, tra cui JORGOSSAILING, sottolinea la somiglianza dell’Olympic con l’Allianz di Monaco di Baviera (altro stadio di Euro 2021) e questo ci sembra un complimento, dal tono con cui viene detto.

Insomma, il bilancio sembra molto buono e, anche se per gli utenti di TripAdvisor l’Olympic Stadium è solo al trantaduesimo posto fra le attrazioni di Baku, chi ci è stato lo consiglia vivamente: su 94 recensioni, 48 lo considerano eccellente, 27 molto buono e solo in 4 scarso e pessimo. È ovvio che la pausa dovuta alla pandemia mondiale ha tolto la possibilità a molti tifosi di assistere a chissà quante partite in questo impianto così giovane e moderno. Euro 2021, così, sembra arrivare al momento giusto, anche se immaginiamo che per i tifosi di Galles, Svizzera e Turchia non deve essere semplicissimo raggiungere Baku, situata all’estremo confine orientale dell’Europa, proprio di fronte al Turkmenistan: per ora Galles-Svizzera non ha stimolato nessuno a scriverne qualche recensione, ma noi vigiliamo, non si sa mai.

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